Frank Zappa "You Can't Do That On Stage Anymore - Sampler"

By M. B.

Guitar Club, October 1988


Frank Zappa
«YOU CAN'T DO THAT ON STAGE ANYMORE - SAMPLER»
2LP • Zappa Records

Soltanto il diabolico Frank Zappa poteva realizzare un'impresa cosi titanica e geniale allo stesso tempo, un progetto inseguito da anni e solo ora concretizzato in un'opera omnia definitiva: una serie di 6 doppi compact disc per 13 ore complessive di registrazioni live, provenienti da ogni epoca e ogni formazione nell'arco di 20 anni, per un totale di 200 brani. Gli Zappofili accaniti raggiungeranno un orgasmo, trattandosi di incisioni tutte inedite, versioni a volte imprevedibili di noti brani di Frank, e chicche impensabili. Per chi non possiede un lettore compact, questo doppio album è una magra consolazione poiché sarà l'unica realizzazione in vinile della serie: nel contempo è anche una succosa anteprima, perché fra i 12 brani presentati solo quattro appartengono al primo volume della raccolta (già uscito in cofanetto CD) mentre gli altri sono tratti dai compact successivi.

Si parte addirittura da incisioni storiche del 1969, con la prima mitica formazione delle Mothers of Invention (c'era persino Lowell George dei Little Feat alla chitarra ritmica): «Plastic People» e la dissonante «You Call That Music» sono due happening di irresistibile carica dissacrante. La famosa «The Torture Never Stops» appare in una versione furibonda, con l'apporto arrabbiato di Adrian Belew e Terry Bozzio; «Montana» e l'eccezionale inedito «Dickie's Such An Asshole» provengono dal 1974, una delle migliori formazioni di Zappa con George Duke, Chester Thompson e Napoleon Murphy Brock. II valzer tedesco «Once Upon a Time» appartiene al 1971, il periodo cabarettistico delle Mothers, con i due vocalist birboni Flo & Eddie.

«Nanook Rubs It» (trasformato in bizzarro happening) e «Cosmic Debris» sono due gustosissime pagine dall'album Apostrophe restituite con ricchezza di dettagli beffardi, mentre la curiosa versione reaggae di «King Kong» vede la partecipazione di Steve Vai. La complicata eppure trascinante "Evil prince" acquista una forza mai posseduta sull'originale della mini-opera Thing Fish (notate la potenza esplosiva del gruppo sotto l'assolo di chitarra.

Oltre alle acrobazie micidiali di tutti gli strumentisti e agli intricati arrangiamenti vocali, si può apprezzare ancora una voita l'abilità di Zappa chitarrista, specialmente nel duello scatenato col figlio metallaro Dweezil in «Sharleena».

Le registrazioni sono di sorprendente presenza, anche quelle più antiche realizzate con apparecchi portatili a 2 o 4 piste ripulite con un sapiente remix, fino alla perfezione delle 24 piste digitali dei brani più recenti.

Questo doppio album-aperitivo promette meraviglie e curiosità di ogni genere in questa serie imperdibile, anche per chi non sia uno Zappatilo sfegatato, tenendo conto che gli ultimi due volumi conterranno incisioni del recentissimo splendido tour Broadway the hard way.