Lo sconcertante film di Frank Zappa

By Armando Gallo

Ciao 2001, December 15, 1971


« 200 Motels », il film scritto e diretto da Frank Zappa, di imminente programmazione in Inghilterra, costituisce il trionfo della follia, una incontenibile esplosione dell'elemento fantastico che disintegra qualsiasi legame razionale con la realtà. Anche se di difficile lettura, la pellicola rappresenta comunque un fatto culturale importantissimo: ed anche un importantissimo fatto musicale: la colonna sonora del film è stata infatti incisa in un doppio album contenente 34 motivi, per raccogliere i quali Zappa ha impiegato quasi quattro anni.

LONDRA. dicembre

I film pop fin'adesso sono stati più che altro dei « reportage » di stile documentaristico (come Woodstock, Altamont, la tournée americana di Joe Cocker) oppure veri e propri diari filmistici di perso naggi dello spettacolo come Tommy Steel, Rock Around The Clock e «Hard Day's Night » e i Beatles. Ci sono stati dei tentativi isolati, come The Incredible String Band e Yellow Submarine, che hanno cercato un colloquio nel genere artistico del rock, ma con scarsi risultati.

« 200 Motels », il tanto discusso film di Frank Zappa che in questi giorni sta per essere presentato al pubblico inglese, sembra aver riparato a questa mancanza di mediazione tra il mondo del rock e quello esterno. Da una parte è una divertente, seppur strana, vicenda di un complesso costantemente in tournée. Dall'altra rispecchia, in chiave ironica e beffarda, lo sfruttamento e le fantasie del moderno mondo del consumatore.

Il tutto viene vissuto attraverso gli occhi ed il pensiero di Frank Zappa, un personaggio odiato da ogni « onesto » genitore americano ed amato da milioni di giovani arrabbiati che vedono nella sua figura e nella sua musica il simbolo di una libertà repressa. Il film stesso è quasi incomprensibile e, sebbene Zappa abbia impiegato quattro anni per la stesura del copione e delle musiche, molta gente presente alla « prima » della pellicola è arrivate alla fine senza aver capito quando il film iniziasse o quale fosse lo sviluppo centrale della storia. Forse il film merita d'essere visto per la seconda volta, ma rimanere seduti per una prima intera rappresentazione è già un'impresa e credo che solo un fedele seguace dello strano mondo di Zappa riuscirà a seguire il mio suggerimento.

Leggendo le critiche della stampa inglese mi sono reso conto che 8 critici su 10 hanno stroncato la pellicola. Alcuni gridando allo scandalo e all'immoralità; altri si limitano al « ...mi dispiace, ma Mr. Zappa è al di fuori della nostra comprensione » e non vogliono sbilanciarsi. Le critiche favorevoli invece innalzano il film ad un livello eccezionale: « meraviglioso in concetto, regia e fotografia, ma troppo difficile per le masse... che fino ad oggi hanno sempre dimostrato di non accettare idee troppo futuriste » commenta un giornalista.

Zappa appare molto raramente nel film. Ringo, nella parte di Larry the Dwarf, recita come una specie di controfigura di Zappa con tanto di baffi e pizzo quadrato e spesso ritroviamo l'umorismo liverpooliano che ha reso famoso Ringo come attore fin da « Hard Day's Night ».

Da quello che ho potuto capire, il film si sviluppa con una consapevolezza che la storia non ha nessun filo conduttore, ma è una divagazione tra una fantasia e l'altra. Keith Moon, batterista con gli Who, improvvisamente appare vestito da suora e con il viso impomatato, disteso in un letto tra due ragazze seminude. Sente il polso che gli batte impetuosamente e si dispera nella consapevolezza di aver ingoiato troppe « pillole ». Più tardi, sempre vestito da suora, riappare inseguito da Ringo che gli mette le mani su per la tonaca. « Fammi vedere il tuo nido» grida Ringo.

Sono questi i momenti che hanno scandalizzato le prime platee, ma l'espressione culminante della mente (da molti definita « malata ») di Zappa arriva con il brano « Penis Dimension », che Zappa e i Mothers of Invention hanno già presentato al Colisseum Teathre di Londra lo scorso inverno: susseguentemente venne proibita una seconda esibizione alla Royal Albert Hall, quando l'orchestra filarmonica di Londra rifiutò di unirsi al coro. Il concetto si aggira sui complessi che possono nascere in una persona dalla consapevolezza di non avere le proprie dimensioni ... sessuali adeguate.

Proprio per questa ragione credo che il film non passerà mai la severa censura italiana: un gran peccato poiché gli intesta, tari delle lettere « Al Psicanalista » che ogni giorno arrivano alla nostra redazione romana troverebbero molte risposte esaurienti in questa pellicola di Mr. Zappa.

IL DISCO

« La musica non è nello stesso ordine del film. Un po' di questa musica non è nel film. Un po' di musica che è nel film non è in questo disco. Della musica che era stata scritta per il film non è nel film o nell'album. Tutta questa musica è stata scritta per il film durante un periodo di quat, tro anni. La maggior parte (60 per cento) è stata scritta in motels durante tournées con i Mothers; il resto è stata scritta a casa o a Londra poco prima di iniziare a girare il film. Alcune situazioni descritte nei testi sono reali altre non lo sono. Decidete voi ».

Cosi Frank Zappa descrive sulla copertina del disco (quattro facciate) la colonna sonora del film. Come presumo, la intenzione di Zappa è quella di farci dimenticare, durante l'ascolto del disco, che la musica è una colonna sonora, tanto completa è l'immagine che si può ricavare dall'ascolto delle musiche e dei testi. Il film può essere differente, come vedere una pellicola tratta da un libro, ma entrambe le versioni hanno qualcosa di differente da offrire. Personalmente preferisco lo album, che musicalmente offre dei superbi momenti di potente inventiva. Frank Zappa è senza dubbio un genio musicale e lo dimostra in come riesce a prendere l'intera Royal Philarmonic Orchestra ed usarla come ha usato i Mothers nell'album « Hot Rats » (specialmente nel brano « Dance of the Just Plain Folks »). O può prendere l'insieme. Mothers, orchestra, coro e tutto miscelarlo attraverso una gamma di idee che risuonano come una storia musicale: dal charleston al più raffinato « avant-garde ». Zappa è certamente un collezionista di musica che, per la maniera in cui arrangia i frammenti trovati nella sua ricerca, diventa un vero innovatore.

Il brano d'apertura, « Semi Fraudulent-Directed From Hollywood Ouverture » è esattamente quello che il titolo dice: uno stravagante pezzo di musica da film « semi-fraudolenti » rubato alle tradizionali colonne sonore Hollywoodiane.

« Touring Can Make You Crazy » (Le Tournées possono farti impazzire) è un incubo orchestrale con violini che predominano, rumori quasi anonimi derivanti da percussioni e bassi che perfettamente danno il senso del titolo.

Troppi sono i titoli (34) per elencarli tutti, ma l'album «200 Motels », colonna sonora o no sta ottimamente in piedi da solo e per presentarlo al pubblico italiano, che probabilmente non potrà vedere il film, si può usare una frase della copertina di «Hot Rats »: « Un film per i vostri orecchi ».

Armando Gallo